Ma come si fa, dato che i politici, invece, si occupano così tanto di comunicazione? (E se ne occupano, per inciso, come Enrico VIII e Barbablù si occupavano delle loro amate consorti...)
Perché c'è questa cosa che si chiama "coerenza
testuale" che significa - in soldoni - che nella "Divina
Commedia" non trovi ricette di cucina e nella "Gazzetta" c'è
molto più sport che nel "Sole 24 ore". Non sembra difficile, no?
Invece.
Invece in giro per la nostra città si trovano i manifesti di
un neopartito politico che si chiama "Moderati in rivoluzione".Lo leggi, ci pensi, e ti chiedi: come sarà mai fatta la "rivoluzione dei moderati"?
"Potere al popolo, per cortesia"? "Sgombrate il Palazzo d'Inverno, ma senza fretta"? "Sia data voce alle ghigliottine, ma bene oliate"?
In arte e in pubblicità le commistioni vanno bene e, anzi,
danno ossigeno al cervello. In politica, non sono altro che prese per i
fondelli.
Io, specie nella comunicazione politica, continuo a
desiderare messaggi del tipo: "In Italia non ci sono abbastanza Scuole
dell'Infanzia; penso di riuscire a costruirne tre: una a Abbiategrasso e due a
Taranto".
Mi sa che o non sono abbastanza rivoluzionario o non sono
abbastanza moderato.
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Giorgio