di Giorgio Maghini
contact me at: https://www.facebook.com/giorgio.maghini




martedì 8 gennaio 2013

Minimo semiotico / 35 - Enrico VIII, Barbablù e la coerenza testuale

Quando mi è venuta l'idea di "Minimo semiotico" mi ero riproposto di non occuparmi (o di occuparmi il meno possibile) di politici. Volevo parlare solo di comunicazione.
Ma come si fa, dato che i politici, invece, si occupano così tanto di comunicazione? (E se ne occupano, per inciso, come Enrico VIII e Barbablù si occupavano delle loro amate consorti...)

Perché c'è questa cosa che si chiama "coerenza testuale" che significa - in soldoni - che nella "Divina Commedia" non trovi ricette di cucina e nella "Gazzetta" c'è molto più sport che nel "Sole 24 ore". Non sembra difficile, no? Invece.
Invece in giro per la nostra città si trovano i manifesti di un neopartito politico che si chiama "Moderati in rivoluzione".
Lo leggi, ci pensi, e ti chiedi: come sarà mai fatta la "rivoluzione dei moderati"?

"Potere al popolo, per cortesia"? "Sgombrate il Palazzo d'Inverno, ma senza fretta"? "Sia data voce alle ghigliottine, ma bene oliate"?
In arte e in pubblicità le commistioni vanno bene e, anzi, danno ossigeno al cervello. In politica, non sono altro che prese per i fondelli.

Io, specie nella comunicazione politica, continuo a desiderare messaggi del tipo: "In Italia non ci sono abbastanza Scuole dell'Infanzia; penso di riuscire a costruirne tre: una a Abbiategrasso e due a Taranto".
Mi sa che o non sono abbastanza rivoluzionario o non sono abbastanza moderato.

Nessun commento:

Posta un commento

Inserisci qui i tuoi commenti.
La tua opinione mi interessa.
Giorgio