di Giorgio Maghini
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mercoledì 31 ottobre 2012

Minimo semiotico 22 / La prima massima

Dice la prima "massima conversazionale" di Grice: "Sii sincero, secondo quanto ritieni di sapere". Perciò, per rimanere all'attualità:

"Un giovane politico è meglio di un vecchio politico". Non è vero - checché ne dica Renzi - un giovane fesso è comunque un fesso.
"Dare spazio alle donne, in politica e nella finanza, è sempre un passo avanti". Non è vero, se le donne cui si lascia spazio sono incompetenti.
"Halloween è una festa che esprime significati profondi". Non è vero. Per strafarsi di birra e scrivere con la schiuma da barba sui muri, non era necessario rifarsi alle nobili tradizioni celtiche.

mercoledì 24 ottobre 2012

Minimo semiotico / 21 – Terra madre

Si apre, domani, a Torino il “Salone del gusto”, che ospita la manifestazione “Terra madre”. Informazioni dettagliate sul Salone e sui mille valori che questo incarna (sostenibilità, equità, solidarietà, democrazia, memoria, ecologia… e si potrebbe continuare) si possono trovare facilmente sui giornali e in rete.

Ciò su cui riflettevo, questa mattina, leggendone, è quanto sia potente chiedere aiuto, quando si vuole comunicare qualcosa, ai simboli più profondi.
Se nella mia mente affianco i due termini “terra” e “madre”, mi collego a una dimensione intima – intima ai confini della regressione - che mi fa venire voglia di cose concrete. Una concretezza per cui riflettere sul prezzo degli ananas sudafricani o dei pompelmi israeliani è davvero uno degli atti più “politici” (nel senso splendido di questo termine) che posso fare.

Se ho i piedi sulla terra e la mano in quella di mia madre, anche la mia comunicazione si fa pulita, tesa a dare forma alla verità.
Divento, in un certo senso, incapace di banalità o, peggio ancora, di contorsionismi logici e linguistici. E del resto, la capacità di passare dalla terra al cielo, dal massimo della concretezza ai più alti vertici del sublime è propria dei grandi poeti:

Io, guardo alle stelle dei cieli,
alle nuvole d'oro che il vento disperde,
all'ultimo verde che
incanta la terra.
(Biagio Marin)

venerdì 19 ottobre 2012

Minimo semiotico / 20 – i corpi non mentono

Quando, nella comunicazione, lasci spazio al corpo, è perché non sai o non vuoi più mentire.

Il corpo non mente. Con le parole, magari, puoi mascherare i tuoi pensieri. Puoi abbellirli, decorarli, addolcirli, civilizzarli. Uno sguardo, invece, un gesto della mano, un mostrarsi dei denti dicono solo quello che devono dire. Niente di più, niente di meno.
Questa settimana finisce lasciandoci tre icone. Tutte, a loro modo, tragiche e splendide. Sono tre corpi.

Il primo è quello dell’attrice Sylvia Kristel, gli altri due di quelli che i media hanno chiamato, per pudore, “un 55enne rumeno” e “un 66enne greco”.
Col suo corpo, Sylvia Kristel ha raccontato una confusa voglia di libertà. Non l’ha trovata. È morta schiava di un unico personaggio. Ma la voglia di libertà che raccontava rimane.

Il “55enne rumeno” si è dato fuoco, davanti al Quirinale, a Roma, solo per dire la sua incapacità di intravedere un futuro.
Il “66enne greco” è morto d’infarto durante gli ultimi scontri di piazza ad Atene. Forse passava solo di lì, desideroso di capire – come tutti noi – cosa stia succedendo in questa vecchia Europa.

Corpi che raccontano i nostri desideri più profondi.
Corpi che non mentono.

domenica 14 ottobre 2012

Minimo semiotico / 19 – il libro e l’incendio

Entro nella mia stanza.
Cerco un libro, ma c’è buio. Allora tiro fuori dalla tasca l’accendino e appicco il fuoco al letto. Le lenzuola di cotone bruciano che è una meraviglia. Solo pochi secondi, e le fiamme ormai alte mi permettono di trovare facilmente il libro che cercavo. Esco soddisfatto.
Tutti abbiamo visto e rivisto il video dell’allontanamento dalla famiglia di un bambino padovano di 10 anni, e tutti siamo consapevoli che si tratta di una tragedia i cui segni rimarranno in quel bimbo per chissà quanto tempo.

Dobbiamo ringraziare le tecnologie (la Rete in primis) che ci permettono di documentare certi avvenimenti che, altrimenti, sarebbero stati facilmente “dimenticati”.

Ma dobbiamo anche stare attenti. Perché il devastante impatto emotivo di quel video ha fatto letteralmente scomparire il fatto che dietro ogni allontanamento c’è un decreto del Tribunale dei Minori, una serie di tentativi di riconciliazione, interventi di psicologi e assistenti sociali, una lunga serie di valutazioni e controvalutazioni al termine delle quali si decide – come male minore – di allontanare il bambino.
Essere pienamente informati su quello che è successo in quei pochi – terribili – minuti ha come costo mettere in ombra tutto quello che c’è stato prima.
Il massimo dell’informazione coincide con la rinuncia a essere informati.

Come farò ad andare a letto, questa sera?

mercoledì 10 ottobre 2012

Minimo semiotico / 18 - Numeri

L'Osservatorio di Pavia sui media riporta, alla VIII conferenza sulla Comunicazione sociale organizzata dalla fondazione "Pubblicità Progresso", che i temi dei TG sono così suddivisi: politica 22%, economia 13,5%, gossip e costume 8,5%, ambiente 4,9% salute e scienza 2,8%... il resto (48,3%) è praticamente dedicato alla cronaca (nera) e allo sport.

Altro dato. Recente campagna sulla donazione degli organi: 40 notizie nei TG (Rai 1,2,3 Mediaset, La7); Matrimonio di William e Kate, 413 notizie (di cui molte, ricordo bene, dedicate al pregevolissimo fondoschiena della sorella).

Un consiglio: cercare su Google la definizione di "atto perlocutorio" secondo Austin.

domenica 7 ottobre 2012

Minimo semiotico 17 / Dan Brown prima di dormire

Oggi ho intervistato Teresa Sdralevich, una illustratrice / grafica / designer e molte altre cose che, nell’ambito del festival “Internazionale a Ferrara”, ha tenuto dei laboratori di composizione grafica per bambini dai 6 ai 12 anni (per chi fosse interessato, il video dell’intervista verrà pubblicato sul sito infanziaineuropa.eu).

La Sdralevich vive a Bruxelles e raccontava che, nelle scuole belghe, si continua a dare molta importanza al praticantato e all’apprendimento attraverso la pratica artigianale. Nei corsi dove lei insegna, ad esempio, la grafica viene insegnata usando rotative, carte, colori, e non attraverso teorie estetiche o compositive.
Dopo l’intervista sono tornato a casa, per godermi il pranzo domenicale. Erano ormai le 13 e quindi abbiamo guardato il Tg2 che, a un certo punto, ha fatto partire un servizio dal titolo “In Vaticano apertura del Sinodo mondiale dei Vescovi” (rivedibile sul sito del Tg2). In realtà, il servizio consisteva in una assurda fusione di due notizie: la condanna di Paolo Gabriele (il cosiddetto “caso Vaticanleaks”) e, appunto, l’apertura del Sinodo sulla “Nuova evangelizzazione”.

Dei due fatti, è ovvio che un Tg debba parlare. Mescolarli, invece, è una bambinata che non dà alcun servizio all’ascoltatore.
Non ho potuto fare a meno di provare desiderio per un sano giornalismo “artigianale”: un giornalismo che studia pazientemente le fonti e poi trova – una per una, anche faticosamente  – le parole più adatte  a illustrare i fatti e permettere così che lettori e ascoltatori si creino una opinione informata.

Poi, magari, Dan Brown ce lo leggiamo alla sera prima di addormentarci.

martedì 2 ottobre 2012

Minimo semiotico 16 / cinquanta sfumature di Peppa Pig

Al mio tsunami domestico, la quasi-cinquenne che tutte le sere occupa due posti e mezzo sui tre disponibili nel divano, piace moltissimo Peppa Pig.

Per i pochi che non lo sapessero, Peppa Pig è un cartone animato che racconta le avventure di una famiglia di maiali: Peppa, appunto, il suo fratellino George, mamma Pig e papà Pig.
I quattro non fanno grandi cose: giocano, guardano la tv, mangiano, vanno a trovare gli amici.
Il tutto, condito da profondi grugniti che ricordano le ore più tarde della Oktoberfest.

 
Il mondo di Peppa è caratterizzato principalmente da due cose: tutti gli oggetti sono curvi (vasi panciuti, auto tondeggianti, pancioni molto vasti) e tutte le piccole disavventure (giocattoli smarriti, piogge improvvise, radio che non funzionano) finiscono in sonore risate.
Tutti ridono felici nel tondo mondo di Peppa Pig. A volte le risate sono così potenti che i personaggi finiscono stesi sulla schiena, travolti dal loro stesso scompisciarsi.

Linee curve e ventate di energia: un mondo materno e gioioso, dove ogni tragedia si dissolve nella gioia: Peppa Pig dà forma alla nostra voglia di Paradiso!

E l'altra cosa che Peppa ci insegna è che il Paradiso non richiede grandi parole o lunghi discorsi: può bastare anche un grugnito.
Oh quanto è corto il dire e come fioco
al mio concetto! e questo, a quel ch'i' vidi,
è tanto, che non basta a dicer `poco'.