di Giorgio Maghini
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venerdì 19 ottobre 2012

Minimo semiotico / 20 – i corpi non mentono

Quando, nella comunicazione, lasci spazio al corpo, è perché non sai o non vuoi più mentire.

Il corpo non mente. Con le parole, magari, puoi mascherare i tuoi pensieri. Puoi abbellirli, decorarli, addolcirli, civilizzarli. Uno sguardo, invece, un gesto della mano, un mostrarsi dei denti dicono solo quello che devono dire. Niente di più, niente di meno.
Questa settimana finisce lasciandoci tre icone. Tutte, a loro modo, tragiche e splendide. Sono tre corpi.

Il primo è quello dell’attrice Sylvia Kristel, gli altri due di quelli che i media hanno chiamato, per pudore, “un 55enne rumeno” e “un 66enne greco”.
Col suo corpo, Sylvia Kristel ha raccontato una confusa voglia di libertà. Non l’ha trovata. È morta schiava di un unico personaggio. Ma la voglia di libertà che raccontava rimane.

Il “55enne rumeno” si è dato fuoco, davanti al Quirinale, a Roma, solo per dire la sua incapacità di intravedere un futuro.
Il “66enne greco” è morto d’infarto durante gli ultimi scontri di piazza ad Atene. Forse passava solo di lì, desideroso di capire – come tutti noi – cosa stia succedendo in questa vecchia Europa.

Corpi che raccontano i nostri desideri più profondi.
Corpi che non mentono.

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Giorgio