La
Sdralevich vive a Bruxelles e raccontava che, nelle scuole belghe, si continua
a dare molta importanza al praticantato e all’apprendimento attraverso la
pratica artigianale. Nei corsi dove lei insegna, ad esempio, la grafica viene
insegnata usando rotative, carte, colori, e non attraverso teorie estetiche o
compositive.
Dopo
l’intervista sono tornato a casa, per godermi il pranzo domenicale. Erano ormai
le 13 e quindi abbiamo guardato il Tg2 che, a un certo punto, ha fatto partire
un servizio dal titolo “In Vaticano apertura del Sinodo mondiale dei Vescovi”
(rivedibile sul sito del Tg2). In realtà, il servizio consisteva in una assurda
fusione di due notizie: la condanna di Paolo Gabriele (il cosiddetto “caso
Vaticanleaks”) e, appunto, l’apertura del Sinodo sulla “Nuova
evangelizzazione”.
Dei due
fatti, è ovvio che un Tg debba parlare. Mescolarli, invece, è una bambinata che
non dà alcun servizio all’ascoltatore.
Non ho potuto
fare a meno di provare desiderio per un sano giornalismo “artigianale”: un
giornalismo che studia pazientemente le fonti e poi trova – una per una, anche
faticosamente – le parole più adatte a illustrare i fatti e permettere così che
lettori e ascoltatori si creino una opinione informata.
Poi, magari,
Dan Brown ce lo leggiamo alla sera prima di addormentarci.

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Giorgio