Come tutti sappiamo, ieri a Roma c’erano due carabinieri sanguinanti a terra.
Il sindaco Alemanno, non perdendo l'occasione di approfittarne per la campagna elettorale, ha ritenuto di commentare (fonte: Ansa – 28 aprile 12.53) che non ci si deve stupire di certi fatti “…quando si inveisce continuamente contro il Palazzo”.
Al giornalista che gli chiedeva se si stesse riferendo a un determinato partito, il sindaco ha risposto “Non mi riferisco a nessuno”.
Ora: in fatto di politica io sono un cretino inarrivabile, ma in tema di comunicazione qualcosa da dire ce l’ho, anche se non ci vuole un esperto per accorgersi che le dichiarazioni di Alemanno (che, a onor del vero, non è stato l'unico a lasciarsi andare a commenti poco opportuni) sono:
1. un abusato cliché: quante volte abbiamo sentito politici affermare che “la colpa è del clima di odio creato dalla parte avversa?”;
2. arbitrarie: non esiste nessuna prova che ci sia un nesso tra il gesto di un disperato e la polemica politica, anche quando questa è violenta, esasperata, brutale;
3. assurde, perché la frase “Non mi riferisco a nessuno” è un nonsenso assoluto.
Facciamo una rivoluzione?
Smettiamo tutti di usare cliché, di essere arbitrari e assurdi quando comunichiamo.
Cominciamo subito e, soprattutto, cominciamo noi, perché i politici non sono né “altro da noi” né “peggio di noi” (questa è una bugia che ci raccontiamo per stare meglio).
Facciamo una rivoluzione, per quei due uomini a terra.
Il sindaco Alemanno, non perdendo l'occasione di approfittarne per la campagna elettorale, ha ritenuto di commentare (fonte: Ansa – 28 aprile 12.53) che non ci si deve stupire di certi fatti “…quando si inveisce continuamente contro il Palazzo”.
Al giornalista che gli chiedeva se si stesse riferendo a un determinato partito, il sindaco ha risposto “Non mi riferisco a nessuno”.
Ora: in fatto di politica io sono un cretino inarrivabile, ma in tema di comunicazione qualcosa da dire ce l’ho, anche se non ci vuole un esperto per accorgersi che le dichiarazioni di Alemanno (che, a onor del vero, non è stato l'unico a lasciarsi andare a commenti poco opportuni) sono:
1. un abusato cliché: quante volte abbiamo sentito politici affermare che “la colpa è del clima di odio creato dalla parte avversa?”;
2. arbitrarie: non esiste nessuna prova che ci sia un nesso tra il gesto di un disperato e la polemica politica, anche quando questa è violenta, esasperata, brutale;
3. assurde, perché la frase “Non mi riferisco a nessuno” è un nonsenso assoluto.
Facciamo una rivoluzione?
Smettiamo tutti di usare cliché, di essere arbitrari e assurdi quando comunichiamo.
Cominciamo subito e, soprattutto, cominciamo noi, perché i politici non sono né “altro da noi” né “peggio di noi” (questa è una bugia che ci raccontiamo per stare meglio).
Facciamo una rivoluzione, per quei due uomini a terra.
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Giorgio