di Giorgio Maghini
contact me at: https://www.facebook.com/giorgio.maghini




venerdì 31 agosto 2012


Minimo semiotico / 4 – Scusate la franchezza

Poche ore fa è morto il cardinale Carlo Maria Martini.
Ho consultato il sito dell’Ansa, quello di Televideo, le home page di Repubblica, Stampa, Unità, Corriere della Sera, Il Giorno, Il Giornale, Libero poi – scusate la franchezza – mi sono proprio rotto e ho smesso di confrontare gli articoli perché in tutti la notizia importante sembrava essere il fatto che Martini avrebbe “rifiutato l’accanimento terapeutico”.

La sua straordinaria presenza di uomo, sacerdote, pastore e intellettuale, il suo impegno per il dialogo interculturale e interreligioso, il suo ruolo al Concilio Vaticano II, i suoi meriti di maestro per tanti giovani, l’aver condotto per 22 anni la diocesi di Milano…  tutto questo, per le prime pagine dei nostri giornali passa in secondo piano rispetto al fatto che “ha rifiutato l’accanimento terapeutico”.
Spero almeno che, dietro quelle prime pagine emotivoidi e superficiali, qualche giornalista che ancora ama documentarsi trovi il tempo di scrivere che è dottrina ordinaria della Chiesa rifiutare l’accanimento terapeutico (dare un’occhiata, magari, alla “Evangelium Vitae”, del 1990, o al Catechismo della Chiesa Cattolica al numero 2278) e che quindi Martini, come sempre ha fatto nella sua vita, ha cercato di vivere anche nel momento dell’addio a questa terra la fedeltà alla Chiesa e al suo Magistero.

Quanto a me, stasera andrò in studio a sfiorare con le dita i due scaffali della mia libreria che contengono i suoi libri (non tutti i suoi libri; anzi solo pochi, perché raramente ho visto uno scrittore tanto prolifico e con una ispirazione sempre tanto ricca).
Pur non avendolo mai incontrato di persona, l’ho tanto amato, e lui mi ha insegnato a essere cristiano innamorato del mondo, e a trovare nella cultura una strada per andare, di buon passo, verso Dio assieme agli uomini di ogni credo.

Nessun commento:

Posta un commento

Inserisci qui i tuoi commenti.
La tua opinione mi interessa.
Giorgio