Ora, non è che uno voglia giocare a fare l’innocente/l’indignato, ma è
che quando osservi i fenomeni comunicativi e vedi certe macroscopiche
falsificazioni un po’ di rabbia ti viene.
È tempo di test di ammissione all’Università.
Qual è il messaggio che l’Università vuole (vorrebbe) dare ai giovani
che hanno appena terminato la maturità? Si potrebbe, più o meno, riassumere
così:
“Il numero di coloro che svolgeranno una determinata professione non
può essere lasciato al caso, quindi mi affido a un test che seleziona solo i
migliori aspiranti così da garantirmi, tra qualche anno, i laureati più
capaci”.
Qual è il messaggio che realmente viene dato, invece?
“Dato che il numero degli studenti va limitato, mi affido a un test che
– anche in una totale (e ideale) assenza di casi di corruzione, nepotismo e
favoritismi - selezionerà chi è più
bravo a rispondere a domande del tipo «Se Antonio non mangia carne, Bruno è
affetto da celiachia e Carlo non mangia verdura, di chi è il panino al salame
che c’è nello zaino?»”.
L’unico modo di selezionare gli studenti migliori, e non servono
approfonditi studi psicosociologici per comprenderlo, è aprire le iscrizioni a
CHIUNQUE sia interessato e frequentare una determinata facoltà, per poi, lungo
il percorso, permettere di terminare il corso di studi solo a chi rispetta
determinati e severi parametri come, ad esempio, superamento del 95% degli
esami previsti ogni anno con una media di almeno 28/30. Chi non rispetta questi
parametri (fatti salvi documentati problemi familiari o di salute) deve
lasciare la facoltà. Non è difficile.
Un tale filtro non solo garantirebbe di avere – al termine del corso di
studi – gli studenti più brillanti e motivati, ma fungerebbe anche da
deterrente all’iscrizione per chi ha scarsa motivazione e dedizione.
Ma tutto questo è troppo semplice. Perciò si preferisce mantenere
l’attuale sistema, perpetuarne l’inefficacia e le possibilità di malaffare,
presentando, alle selezioni per Medicina, una domanda come la seguente:
“Il numero di atomi di H presenti in un alchene contenente n atomi di C
è: n+2 / 2n+2 / 2n-2 / 2n / n-2 (selezionare la risposta corretta)”
Domanda che ha senz’altro l’effetto di selezionare chi conosce meglio
la chimica al momento dell’esame ma che non ha alcun valore in relazione a
quello che dovrebbe essere il reale obiettivo dei test: laureare i migliori
medici di lì a sei anni.

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Giorgio