Stephen Rappaport ha sintetizzato in un libro un principio
che – come accade di solito per i princìpi che nessuno vuol fare la fatica di attuare - suona molto semplice: “Listen first!”, e
cioè: “Prima di tutto, ascolta!”.
Chiunque non abbia gli occhi foderati di prosciutto (o altri
salumi, o latticini, o confetture a scelta) riconoscerà che l’applicazione di
tale principio rivoluzionerebbe la comunicazione; in quello che viene definito “Metodo
Rappaport”, infatti, si cerca di applicare un semplice meccanismo: prima di
rispondermi, riformula quello che ti ho detto per farmi capire che stiamo
parlando della stessa cosa.
Semplice, vero? Eppure, se tutti cominciassimo ad
applicarlo, sia la comunicazione interpersonale che quella interistituzionale cambierebbero
faccia…
Ripensavo a questo, oggi, consultando il sito della Regione Lazio.
Con tutto ciò che è successo (e su cui siamo stati informati
ampiamente da giornali, tg, Rete, etc.), la Regione Lazio ritiene importante darci
le seguenti notizie: “Polverini a Zoomarine con i bimbi del terremoto dell’Emilia”,
“Inaugurato nuovo reparto geriatria del Sant’Eugenio”, “Via libera a Roma ad
ambulatori Quamed”... il terremoto che sta sconvolgendo il Consiglio Regionale del
Lazio viene trattato solo in questi termini: “Tagli Consiglio, Polverini:
obiettivo centrato”.
Cosa direbbe il buon vecchio Rappaport, se consultasse il
sito della regione Lazio?
Io penso direbbe: “Listen first!”
Ascoltare – prima di tutto! - i cittadini, che vogliono
sapere dov’è finito e come e quando tornerà disponibile tanto denaro pubblico. O, per usare le parole di quel notorio
estremista del Card. Bagnasco, come si intende gestire quella “cosa vergognosa”
che sono stati gli sprechi della Regione Lazio.
Ascoltare quello che chiedono i cittadini. Listen first!
Ma noi studiosi della comunicazione – in confronto ai fini
strateghi della politica - siamo dei sempliciotti, si sa.
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Giorgio