(la giusta intonazione con cui leggere il titolo del post si trova qui: http://www.youtube.com/watch?v=rdkecMOT1ko )
Leggo (con un po’ di ritardo: era rimasto incellofanato sulla scrivania) “Vanity Fair” del 12 settembre.
C’è un bell’articolo di Enrico Mentana (disponibile anche all’indirizzo: http://www.vanityfair.it/news/italia/2012/09/05/mentana-rubrica-cardinal-martini-accanimento-terapeutico#?refresh_ce ) in cui Mentana risponde a numerosi lettori sul tema della morte del card. Martini e, nello spazio di una pagina, chiarisce temi come la differenza tra “rifiuto dell’accanimento terapeutico” e “eutanasia” e quale sia la vera posizione della Chiesa su questi temi, citando anche il Catechismo della Chiesa Cattolica [come avevo fatto io nel mio post del 31 agosto – ma adesso non cominciamo a dire che Mentana mi copia ;-) ].
Per chi ama la comunicazione, articoli come questi sono una boccata di ossigeno.
Troppo spesso, infatti, nel giornalismo, ci si dimentica di semplici strumenti come il dovere di citare sempre le fonti e definire con la massima precisione possibile ogni parola che si usa. (Di passaggio, si può anche annotare che, in quest’epoca che ha tanto bisogno di dialogo, è solo a partire da questi due strumenti che ogni dialogo è possibile).
Banale, dite? Però lo fanno in pochi.
È quando un giornalista lo fa, è bello gridare SI-PUÒ-FARE!
Nessun commento:
Posta un commento
Inserisci qui i tuoi commenti.
La tua opinione mi interessa.
Giorgio