di Giorgio Maghini
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giovedì 20 dicembre 2012

Minimo semiotico 32 – il dio della precisione

Su “Repubblica” di ieri, 19.12, quattro colonne per un articolo dal titolo “E’ l’ateismo la terza religione del mondo”. L’occhiello conferma, specificando che “Un uomo su sei nel mondo non crede più in Dio”.

Poi si va a leggere l’articolo, e si scopre che l’argomento “è un tantino più complesso” (cortese concessione, sia pure al diminutivo) e che, in realtà, quel miliardo di persone di cui si parla è semplicemente “unaffiliated”, cioè non si riconosce in alcuna chiesa, ma in merito all’esistenza o meno di Dio (che è ciò di cui si parla quando si parla di “ateismo”) ha le idee più disparate e variabili com’è normale che sia ed è, anche per noi che siamo “affiliated”.
Addirittura, tra gli americani (cito sempre l’articolo) il 68% di chi non si riconosce in alcuna chiesa dichiara però di avere “qualche forma di credenza religiosa”.

Ancora una volta, per fare un po’ di strillo, un quotidiano (e non “un quotidiano qualunque”, sia detto senza ironia) ricorre al vecchio trucchetto di sparare un titolo esorbitante per poi attenuarlo o – come nel caso in questione – smentirlo nel corpo dell’articolo, dando così (e non se ne sentiva il bisogno) un'altro contributo alla disinformazione e al pressapochismo che già infestano questo nostro benedetto paese.

I giornalisti dovrebbero avere un solo dio: la precisione.

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Giorgio