di Giorgio Maghini
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venerdì 22 marzo 2013

Minimo semiotico / 43 - "Off-target" (traduzione del ferrarese "pissàr fòra")

(pubblicato su Facebook il 14.03.2013)

 Leggo "Repubblica" da quando avevo 15 anni (Scalfari l'aveva fondata solo due anni prima).
Il mio rapporto con quel giornale, di conseguenza, è ormai più simile a quello che si ha con un parente molto amato piuttosto che con un organo di informazione.

Ma in questi giorni che hanno preceduto il conclave, che brutta sens...azione di giornalismo "off-target": pressapochismo, approssimazioni, ideologia a buon prezzo, effettacci, connessioni infondate, battute scontate...

La scelta del nuovo Papa, secondo "Repubblica" avrebbe provato: che nulla era stato fatto contro gli episodi di pedofilia, che era in atto uno scontro di potere tutto italiano e curiale, che stavamo assistendo a una prova di forza tra Chiesa europea e resto del mondo, che la Chiesa cattolica non aveva capito la modernità, che la Cappella Sistina era esteticamente mediocre (almeno credo fosse, quest'ultima, la tesi di Piergiorgio "la-metto-a-posto-io-la-metafisica" Odifreddi).

Non una parola su un'umanità assetata di verità.
Non una parola sul mistero che la Chiesa (pur con tutte le sue gravi pecche, chi lo nega?) svela al mondo.
Non una parola su un popolo in attesa del suo pastore.

Ci si sarebbe attesi, da un grande giornale, una copertura di elevatezza culturale adeguata. Non c'è stata. Si è preferito battere la strada della battutina e della polemichina.
Peccato.

E' come con quei parenti molto amati, cui si perdona un po' tutto: "Oggi ha perso un po' di smalto. Ma un tempo... dovevi vederlo!"

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Giorgio